Possiamo credere che questo sia l’ultimo cd in studio di
Ivano Fossati? Io voglio credergli,
anche se in cuor mio spero di poter esclamar “lo sapevo che il ritiro era
momentaneo”. Decandancing, lavoro che
viene annunciato come una dimissione da star, è un disco ben fatto anche se a
volte pecca di troppa superbia. Non è il Fossati dei primi tempi ed è giusto
così perché ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi de “La canzone
Popolare” . Anche nei suoni e nel
mastering (la mano di Guido
Guglielminetti è evidente) si nota troppo una differenza netta, sembra la
rinascita incompiuta di un cantautore
sempreverde. Ci sono comunque dei passi avanti dagli ultimi cd “L’arcangelo” e “Musica
moderna”. La canzone che colpisce di piu’
è “Un Natale borghese”, inedito atto d’accusa ad un amore sofferto mentre
“Laura e l’avvenire” ,tra le piu’ belle canzoni scritte da Fossati, denota come
il sentimento sia ad oggi elemento essenziale per andare avanti in una società
allo sbando. Nonostante non sia il
miglior album di Ivano Fossati è un disco che alla fine è godibile, piace e ha
un paio di canzoni davvero belle. Caro Ivano, Mario Monti ha alzato l’età
pensionabile a 67 anni, mi spiace per te ma devi continuare a fare nuovi cd,
magari ripartendo dalla bella “Laura e l’avvenire”.
TRACKLIST:
“La decadenza”
“Quello che manca al mondo”
“La sconosciuta”
“Settembre”
“La normalità”
“Laura e l’avvenire”
“Un natale borghese”
“Nella terra del vento”
“Se non oggi”
“Tutto questo futuro”
“La decadenza”
“Quello che manca al mondo”
“La sconosciuta”
“Settembre”
“La normalità”
“Laura e l’avvenire”
“Un natale borghese”
“Nella terra del vento”
“Se non oggi”
“Tutto questo futuro”

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