La mia intervista allo scrittore Renzo Paris, biografo di Moravia ed autore del saggio " Ritratto dell'artista da vecchio: conversazioni con Alberto Moravia" (Minimum fax, 2001) in occasione della ricorrenza dei 25 anni della morte dello scrittore famoso per "La Noia" e "Gli Indifferenti"
1) Prof. Renzo Paris lei è il biografo di Moravia per eccellenza. Non le
sembra che la sua figura, per il venticinquennale della morte, poteva
esser ricordata in un modo piu' rispettoso ed altisonante?
R: E' d avvero curioso. Moravia negli States e in Europa( soprattutto la Francia) è un classico, mentre da noi ancora ci son mugugni. Lo hanno invidiato in molti. Sopratutto, da ultimo, i critici cosiddetti d'avanguardia. A me , come a Moravia, queste etichette militari non sono mai piaciute. Moravia resta un gigante del Novecento.
2) Quale legame lo legava al famoso autore de "Gli Indifferenti" ? Ci può parlare del rapporto umano che ha avuto con Moravia?
R: l'ho conosciuto nel 1966, quando conobbi anche Pasolini e la Morante. Gli sono rimasto amico fino alla morte, che avvenne l 26 settembre del 1990. Dopo i funerali, a casa di Laura Betti, Enzo Siciliano mi svelò che gli ero davvero molto simpatico. Mi manca la sua conversazione intellettuale. A casa sua si incontravano le televisioni di tutto il mondo e lui aveva sempre quell'aria di chi voleva capire. Mi manca quando appena seduto sul divano del suo salotto mi offriva il nocino. Ha trascorso la vita a illimpidire l'ombra; altro che illuminista. C'è un aspetto sciamanico in Moravia che ancora deve essere scoperto. Provate a leggerlo a voce alta, verrà fuori un altro Moravia.
3) Quale è l'opera del Pincherle a cui lei è piu legato in senso affettivo?
R: Agostino" è stato ristampato in America ed è diventato subito un best- seller. Quel libro era usato dagli psicanalisti per Illustrare ai loro pazienti il complesso di Edipo. Ricordo una conferenza su Moravia in una università finlandese. Gli studenti numerosi e attentissimi. Anche lì un classico. E da noi?
5) Nelle nostre zone è molto popolare anche per il romanzo La Ciociara. Le ha mai parlato del suo rapporto con la nostra terra?
R: Mi disse che della "Ciociara" non ne poteva più, con tutte quelle versioni cinematografiche e televisive. Ma della Ciociaria aveva un ottimo ricordo, quando la Morante ancora lo amava.
6) Nelle scuole superiori la letteratura del dopoguerra raramente viene affrontata. Che consigli da per "recuperare" delle figure importanti quali proprio Moravia, Giovanni Arpino, Amelia Rosselli e tanti altri?
R: La scuola può fare molto per la letteratura che conta. Gli stipendi degli insegnanti però non sono stati aumentati, anche se ci sono i 500 euro promessi, che speriamo servano all'aggiornamento librario. Io ho fiducia negli insegnanti di buona volontà. Nella mia carriera scolastica ne ho incontrati di bravissimi, senza i quali non avrei amato gli scrittori che ancora amo.
R: E' d avvero curioso. Moravia negli States e in Europa( soprattutto la Francia) è un classico, mentre da noi ancora ci son mugugni. Lo hanno invidiato in molti. Sopratutto, da ultimo, i critici cosiddetti d'avanguardia. A me , come a Moravia, queste etichette militari non sono mai piaciute. Moravia resta un gigante del Novecento.
2) Quale legame lo legava al famoso autore de "Gli Indifferenti" ? Ci può parlare del rapporto umano che ha avuto con Moravia?
R: l'ho conosciuto nel 1966, quando conobbi anche Pasolini e la Morante. Gli sono rimasto amico fino alla morte, che avvenne l 26 settembre del 1990. Dopo i funerali, a casa di Laura Betti, Enzo Siciliano mi svelò che gli ero davvero molto simpatico. Mi manca la sua conversazione intellettuale. A casa sua si incontravano le televisioni di tutto il mondo e lui aveva sempre quell'aria di chi voleva capire. Mi manca quando appena seduto sul divano del suo salotto mi offriva il nocino. Ha trascorso la vita a illimpidire l'ombra; altro che illuminista. C'è un aspetto sciamanico in Moravia che ancora deve essere scoperto. Provate a leggerlo a voce alta, verrà fuori un altro Moravia.
3) Quale è l'opera del Pincherle a cui lei è piu legato in senso affettivo?
R:
"La noia", anche perché attraverso quel romanzo conobbi una ragazza
francese di origine russa che lo adorava. Scherzo.Aveva rinnovato i
suoi strumenti narrativi. Certo "Gli Indifferenti". E poi c'è il
Moravia viaggiatore, il crtiico, era uno scrittore completo, non come
oggi che siamo tutti zoppicanti.
4) Perchè all'estero Moravia è considerato molto di più che in Italia?
4) Perchè all'estero Moravia è considerato molto di più che in Italia?
R: Agostino" è stato ristampato in America ed è diventato subito un best- seller. Quel libro era usato dagli psicanalisti per Illustrare ai loro pazienti il complesso di Edipo. Ricordo una conferenza su Moravia in una università finlandese. Gli studenti numerosi e attentissimi. Anche lì un classico. E da noi?
5) Nelle nostre zone è molto popolare anche per il romanzo La Ciociara. Le ha mai parlato del suo rapporto con la nostra terra?
R: Mi disse che della "Ciociara" non ne poteva più, con tutte quelle versioni cinematografiche e televisive. Ma della Ciociaria aveva un ottimo ricordo, quando la Morante ancora lo amava.
6) Nelle scuole superiori la letteratura del dopoguerra raramente viene affrontata. Che consigli da per "recuperare" delle figure importanti quali proprio Moravia, Giovanni Arpino, Amelia Rosselli e tanti altri?
R: La scuola può fare molto per la letteratura che conta. Gli stipendi degli insegnanti però non sono stati aumentati, anche se ci sono i 500 euro promessi, che speriamo servano all'aggiornamento librario. Io ho fiducia negli insegnanti di buona volontà. Nella mia carriera scolastica ne ho incontrati di bravissimi, senza i quali non avrei amato gli scrittori che ancora amo.



