giovedì 28 febbraio 2013

Max Gazzè - Sotto Casa (2013)

Inutile iniziar la recensione con Max Gazzè è nato a Roma nel  1967 ed è cresciuto in Belgio e bla bla bla... Max Gazzè lo conosciamo tutti, ma con questo Sotto Casa (pubblicato dalla Virgin) qualcosa cambia. E' un cantautore piu' maturo, a volte meno giocherellone, sicuramente ha le idee molto chiare. Aiutato dal fido fratello Francesco nei testi, nel disco Max non annoia, passano i 40 minuti in maniera molto tranquilla e la curiosità (esluso per il tormentone sanremese) sale traccia dopo traccia. Dimostra di esser un bravissimo bassista con un occhio strizzato alle radio FM e ai singoli che sicuramente saliranno nelle zone alte delle classifiche. "In nome delle stelle" è il brano piu' bello, forse uno dei piu' belli dell'intera carriera con momenti delicati e una stesura implacabile del testo. Davvero un brano intelligente, molto ma molto bello, da solo vale il prezzo del CD.  A parte qualche  giustissima ed ezzeccata sovraincisione è un disco ben suonato che renderà benissimo anche nei live che Gazzè si appresta nel proporre in tutta Italia e nel tour Europeo. "Quel cerino" veste un inedito Gazzè, quasi specchiato in un recitato teatro-canzone, chiude il disco una movimentata "L'amore di Lilith" piena di giochi di parole .
Chiudiamo dicendo che questa volta ci ha stupito davvero Max Gazzè. Complimenti davvero al cantautore romano, ora aspettiamo di godercelo anche dal vivo nei suoi elettrizzanti concerti.


Tracklist:
 1. E tu vai via 
  2. Buon compleanno 
  3. Sotto casa 
  4. I tuoi maledettissimi impegni  
  5. Atto di forza 
  6. La mia libertà  
  7. Il nome delle stelle  
  8. Con chi sarai adesso 
  9. Quel cerino  
10. L’amore di Lilith

sabato 23 febbraio 2013

Enrico Gregori - Quando il cielo era sempre piu' blu (2012)

Cosa centra un libro in un blog di recensioni di dischi musicali???? Centra e centra con tutte le scarpe. Il libro del giornalista romano edito da Historica edizioni con la direzione di Francesco Giubilei è musica per le nostre orecchie. Diciamo la verità, a trentadue anni dalla morte di Rino questa è davvero la piu' bella testimonianza che poteva esser fatta al cantautore romano-calabrese. Perchè Rino nasce si in Calabria ma poi nel lancio promozionale di Ma il cielo è sempre piu' blu incontra Enrico Gregori e diventano amicissimi. Quest'ultimo, tolta la famiglia, è l'unico testimone del Rino di tutti i giorni, del Rino personale, del Rino perplesso e che ha dubbi o che divide , anche se non vuol darlo a vedere, emozioni e confidenze anche musicali. Amico del cuore di Gaetano e all'epoca giovane giornalista di Ciao 2001 nel libro racconta i segreti le serate passate insieme da due amici che non sono piu' il cantautore e il giornalista ma Enrico e Rino, due giovani ragazzi che si muovono in una metropoli degli anni 70. Si incontrano nelle proprie case, fanno pranzi insieme, vanno a veder un concerto di Renato Zero e spesso stanno alla IT dove Rino è pupillo di Vincenzo Micocci. Ma come ci confessa Gregori bè Rino non era una superstar, viveva e passata le gioie con gli amici di sempre, al bar del Barone, a casa del collega della IT  Ernesto Bassignano, alle vacanze passate nella riviera Abruzzese  per un concerto  o al ristorante non proprio a 5 stelle ma dove si respirava aria di famiglia.
Si respira finalmente l'intimità di Rino Gaetano, questo capolavoro ha l'onore di farci capire chi e come era fatto davvero il cantautore piu' suonato dai giovani di oggi. Si nota in evidenzia un Rino molto rispettoso dei propri colleghi, dove fa elogi a Nicola di Bari, a Francesco de Gregori e Renato Zero e sopratutto  ha rispetto di tutti, quel rispetto che gli viene insegnato dalla famiglia e non sparla mai di nessuno. Perchè Rino Gaetano oltre ad esser un geniale cantautore era specialmente un bravo ragazzo.
Quindi se oggi ci sono una ventina di Tribute-Band perlopiu' composte da ventenni un motivo ci sarà.
Purtroppo questa amicizia si interrompe la notte del 2 Giugno del 1981, Enrico doveva esser con lui in auto ma una serie di motivi fecero che dovessero incontrarsi nel pomeriggio. E' un duro colpo per Gregori, dal libro e dalle presentazioni  dello stesso libro  (accompagnato sempre dai fortissimi ragazzi della Rino Gaetano Band - Alessandro Greyvision, nipote di Rino e figlio della sorella Anna, Ivan Almadori e Federico D'Angeli)  si capisce subito quanto fosse legato a lui e quanto gli volesse bene. Trattiene a stento le emozioni, cerca di fare il duro o il freddo, ma nei suoi occhi e dal suo cuore si emana tutto l'affetto che per 6 anni quasi tutti i giorni lo legava all'amico cantautore.
Questo regalo che ci fa Gregori non lo fa solo a noi fans e ai milioni di ragazzi che cantano Berta Filava (non era Betta...leggete leggete) o Gianna, il ragalo lo fa anche a Rino. Rende  giustizia a qualche fesseria circolata negli ultimi tempi ( anche se son certo che non ci ha creduto nessuno poi a quelle stupidaggini) e ci fa scoprire un Rino inedito. Oggi se Rino è vivo e lo conosciamo molto meglio lo dobbiamo anche a questo libro. Chiudo con un consiglio per gli acquisti. Il libro costa 14€, come una pizza e una coca-cola e meno di un cd di uno spocchioso talent-show. Quindi compriamo tutti questo libro e so che una volta letto non verrà posato nella libreria ma rimarrà incastrato nel cuore e nel nostro amore verso Rino Gaetano.

giovedì 21 febbraio 2013

ZZ TOP - LA FUTURA (2012)

Tornano arcigni come non mai i texani ZZ Top, a distanza di nove anni dal loro "Mescalero". Anticipato qualche mese prima da un EP,
questo "La Futura", prodotto da Rick Rubin, si segnala come un possente rock-blues dominato dalle chitarre di Billy Gibbons, in piena forza nonostante il trio texano ha oramai superato la soglia dei sessanta anni. "Chartreuse" è una patata bollente, pesante e con riecheggi alla musica dalle dodici battute, anche se ampiamente elettrificata.
L'altro "barbone" Dusty Hill fa pulsare il basso in maniera delicata nella ballata "Over You",  "I Don t Wanna Lose, Lose, You" è uno dei momenti migliori del disco. Chiude la movimentata " Have a Little Mercy" possibile hit-radiofonico.
Al loro quindicesimo album in studio (si vede un pò di pigrizia nel pubblicar dischi vista una carriera ultra-quarantennale) convincono in pieno il pubblico e i fans affezionati che li seguono in ogni luogo abbiamo una esibizione.   Quaranta minuti di musica "tosta" che fa bene al panorama attuale di un genere, il blues, che cerca un rilancio forte in un momento caratterizzato dalla crisi economica che morde le caviglie ai vari festival blues sparsi per il mondo. 

 Tracklist:
 1. I Gotsta Get Paid
2. Chartreuse
3. Consumption
4. Over You
5. Heartache in Blue
6. I Don t Wanna Lose, Lose, You
7. Flyin High
8. It’s Too Easy Mañana
9. Big Shiny Nine
10. Have a Little Mercy
 

domenica 17 febbraio 2013

Roberto Giglio - Cinecittà (2012)

Dopo l'album un pò Jazzato "La quinta stagione" e dopo aver chiuso il concertone del 1 Maggio del 2010 il romano Roberto Giglio pubblica un album con tutta Roma dentro, sia per il titolo e sia per la partecipazione di Gigi Proietti al brano "All'epoca".
Spara subito il botto con la canzone che apre il disco con il "trietto" Giglio-Cammariere-Greg.
La voce di Roberto Giglio in questo disco è superlativa, il tema è quasi un folk-jazz inusuale in questa nostra penisola, interessante e quasi mai ascoltato dalle nostre parti. Il bravo Roberto regala questo album con un velo di malinconia, con molti accenni al secolo scorso, le citazioni di Fred Astaire e la fisarmonica che strizza l'occhio a Piazzolla in "Balera". Nonostante vi siano accenni alla musica americana del periodo bellico, delle piccole big-band e del jazz afroamericane la miscela con la melodia della canzone popolare è vincente. La canzone che da il titolo all'album ci riporta indietro ad un' epoca che forse è svanita, con un ricordo della Roma e dei Romani de Roma. "Fantasmi a Roma" emoziona in ogni sua frase e in ogni sua battuta musicale. Bella devvaro, la canti già dopo il primo ascolto. In definitiva possiamo dire che il cd è molto valido, la voce di Giglio merita un sostegno incondizionato. Un album molto sentimentale, emozionante.
Io lo sto consumando. Spero che molti altri facciano altrettanto. 


Tracklist:
01) Addio Addio feat. Cammariere e Greg

02) Ostia
03) Balera
04) All'epoca
05) L'africano
06) Lei
07) Un'altra cosa
08) Fantasmi a Roma
09) All'epoca feat. Gigi Proietti
10) San Lorenzo

sabato 16 febbraio 2013

Simone Cristicchi - Album di famiglia (2013)

Bel disco di Simone Cristicchi reduce dalla kermesse sanremese. Come sempre originale, mai banale, sempre piu' apprezzato. In questa nuova prova d'autore, basata sul teatro-canzone gaberiano, Cristicchi emoziona e dilaga in cristallina classe. Straordinaria la canzone "Magazzino 18" rilanciano dil tema della memoria storica, stavolta trattando il dramma delle foibe, una vergogna troppo nascosta del secolo scorso. Bellissima e dolce la traccia che apre l'album "Mi manchi", esclusa la prima sera del Festival, seguita dalla canzone che ha proseguito la gara canora  "La prima volta che sono morto" intelligente poemetto su quanto dovrebbe esser apprezzata la vita terrana. "Laura" è un omaggio a Laura Antonelli, una delle attrici piu' amate degli anni '70  che purtroppo ha dovuto combatter con una serie di sfortune e disavventure, canzone che come ha ammesso lo stesso cantautore voleva portare all'Ariston.  Simpaticissimi anche i due duetti. "Le sol le mar" è accompagnata dal giovane cantautore Alessandro Mannarino e in "Cigarettes" l'attore Nino Frassica lrecita nell'ultima strofa. Ma la traccia piu' emozionante a sorpesa è la ballata folk "I matti de Roma" rievocando con malinconia una Roma che oramai non c'è piu' . Un applauso va fatto anche ai fiati del maestro Pericle Odierna, imprevedibile mattatore in molte canzoni.
Ormai Cristicchi è una garanzia, forse è il portabandiera di un nuovo cantautorato italiano che primeggera' nei prossimi decenni. E il disco appena uscito è la conferma.

Tracklist:
01) Mi manchi
02) La prima volta (che sono morto)
03) Piccola canzone
04) Laura
05) Magazzino 18
06) Cigarettes
07) Senza notte ne giorno
08) Scippato
09) La cosa piu' bella del mondo
10) I matti de Roma
11) Le sol le mar
12) Il sipario
13) Testamento

mercoledì 13 febbraio 2013

Zibba - Come il suono dei passi sulla neve (2012)

Puoi diventare un bravo cantautore, non puoi diventar fenomeno. Fenomeni si nasce e Zibba ha avuto questo privilegio. Al suo quarto album, ormai sul piedistallo dei big vista anche la vittoria del Premio Tenco, il nostro Zibba ci dona emozioni su emozioni. Undici canzoni e sono tutte bellissime. Si apre con Nancy duetto con Roy Paci, orecchiabile quanto delicata ballata. Da ascoltare anche il duetto con Finardi "Asti  est" imprevedibile con dei ritmi eleganti mentre il duetto dialettale con De Scalzi dei New Trolls è in poche parole Sublime.
Ma non sono solo i duetti che attirano l'attenzione, la miglior canzone del disco è "Dove i sognatori sono librai". Una canzone che dovrebbe esser trasmessa in radio ogni ora, non stanca mai, un testo del genere farebbe invidia anche a Bob Dylan. Bellissima anche  la ballata balcanica "Aria di Levante", che viene canticchiata automaticamente  dopo il primo ascolto.  
Se Zibba continua su questa strada dovremo iniziar a fargli un monumento. Come monumentale è questo Cd, tante parole per descriverlo non servirebbero. Va solamente inserito nel lettore dell'impiano Hi-Fi per poi premere il tasto Play.

Tracklist
01 Nancy
02 Come il suono dei passi sulla neve
03 Asti est
04 Sei metri sopra la città
05 Prima di partire
06 Aria di Levante
07 Almeno il tempo
08 O mæ mâ
09 Anche di lunedì
10 Dove i sognatori son librai
11 Salva

martedì 12 febbraio 2013

Valerio Billeri - Vintage radio (2012)

Disco davvero incredibile, con molto Organo Hammond di Gianni Ferretti in sottofondo e chitarre blues, il rocker romano Valerio Billeri spara questo bel lavoro che ai piu' non è sfuggito e va sottolineato  che l’intero ricavato della vendita del disco sarà devoluto per la ricerca sulle lesioni al midollo spinale. Bellissima la cover di "Sfiorisci bel fiore", "La valle" ha un bellissimo tappeto e una chitarra eccezionale del bravissimo Fabio Tempesta e la voce recitante di Billeri fa colpo e la ballata   che da il titolo all'album con chitarre acustiche è accattivante, in "30 Giorni" alla chitarra c'è il maestro Blues Paolo Bonfanti. Bellissimo il duetto con il famoso folksinger di Buffalo  Willie Nile nell'ultima traccia "Have I the right" cover degli  Honeycombs.
Un album di grandissimo valore artistico, che se fosse stato un LP si consumerebbe per l'ascolto ripetuto. Anche gli altri due cd del cantautore romano erano ben fatti, ma questo album sfiora il capolavoro, aspettiamo la prossima prova. Oramai siamo intransigenti. Vogliamo un altro bel cd, Valerio Billeri ha le capacità e non si sottrarrà di certo alle nostre aspettative.


01. La lunga estate calda
02. Trenta giorni
03. Sfiorisci bel fiore
04. La valle
05. Vintage radio
06. La santa rossa
07. Nuovo giorno
08. Gemma
09. Resta sveglia
10. Have I the right

lunedì 11 febbraio 2013

New Trolls - Searching for a land (1972)

Il disco piu' Hard Rock del gruppo ligure. Pubblicato dopo lo storico "Concerto Grosso", è interamente in cantato in inglese. Consideriamo subito una situazione musicale del momento: il 1972 è l'anno piu' fruttuoso del progressive inglese! I Jethro Tull sono ormai una band mondiale, i Caravan erano nei migliori momenti artistici e i King Crimson entusiasmavano nonostante i continui cambi di line-up. Anche questa può esser una motivazione che spinse a registrar il Long Playing in lingua inglese. Primo doppio della storia del Rock italiano, è uno dei capisaldi del prog-rock che insieme al precedente hanno consegnato alla storia i New Trolls. La canzone piu' famosa rimane "In St. Peter's Day" che narra la storia di San Pietro. Gradevole il flauto suonato da De Scalzi nel secondo LP e molto interessanti le parti di chitarre suonate da un Nico Di Palo in grandissima forma. Sono passati piu' di quaranta anni e ancora oggi non molti sono riusciti ad emulare una saggezza musicale del genere, c'è una bellissima sintonia tra le parti stumentali e vocali, peccato che da questo momento in poi la band inizi ad aver problemi di stibilità interna, cambiando spesso membri e dividendosi piu' volte. E' davvero un punto interrogativo chiedersi dove potessero esser arrivati se avessero continuato su quella strada. Con i se e con i ma non si fa la storia. Nel suo piccolo ci ha pensato questo gran bel doppio LP.


LP 1

  1. Searching (Belleno/De Scalzi/Rhodes)
  2. Percival (Belleno/De Scalzi/Di Palo)
  3. In St. Peter's Day (De Scalzi/Salvi)
  4. Once That I Prayed (De Scalzi/Rhodes/Salvi)
  5. A Land To Live A Land To Die (De Scalzi/Di Palo/Rhodes/Salvi)
  6. Giga (De Scalzi)
  7. To Edith (De Scalzi/Di Palo)

LP 2

  1. Intro (De Scalzi/Di Palo/Salvi)
  2. Bright Lights (Belleno/Di Palo/Rhodes)
  3. Muddy Madalein (De Scalzi/Di Palo/Rhodes)
  4. Lying Here (Belleno/De Scalzi/Di Palo/Rhodes/Salvi)

domenica 10 febbraio 2013

Le Orme - Storia o Leggenda (1977)

Pubblicato fuori tempo del periodo d'oro del Progressive Rock e in piena epopea Punk, "Storia o Leggenda" è il primo LP Pop de Le orme, ancora una volta a quartetto, con lo sfortunato Serafin alla chitarra. Come sempre la voce di Aldo Tagliapietra si mette in evidenza insieme ad un insolita fisarmonica di Tony Pagliuca. Risente molto del periodo "francese" del gruppo, anche nelle musiche del tastierista. Ne "Il musicista" c'è uno dei migliori momenti strumentali della band, poi riallacciato da un malinconico testo, la traccia n. 7 "Il quadro" piu' tardi venne riscoperta e rilanciata dai fans, ad oggi è una delle canzoni piu' belle de Le Orme. Manca la canzone radiofonica, non  c'è un singolo che traina l'album ma non si nota stranamente la mancanza. E' un album che porta un sostanziale cambio di direzione della band, non per questo un'opera minore. Anzi possiamo dire, a 35anni dall'uscita del 33giri che è una pietra miliare della musica italiana. Anche se siamo affezionati al periodo Prog, questo è un album che si ama alla follia.

Aldo Tagliapietra: Voce e Basso
Tony Pagliuca: Tastiere e Fisarmonica
Germano Serafin: Chitarre
Michi Dei Rossi: Batteria e Percussioni
  1. Tenerci per mano - 4:40
  2. Storia o leggenda - 5:05
  3. Il musicista - 4:47
  4. Come una giostra - 4:30
  5. Se io lavoro - 4:20
  6. Un angelo - 4:50
  7. Il quadro - 4:10
  8. Al mercato delle pulci - 4:05

giovedì 7 febbraio 2013

Spring - Spring (1971)

Un capolavoro assoluto, passato inosservato nel 1971 ma ben presto rivalutato dagli storici e dagli amanti di quel "Rock Progressivo" che oggi viene apprezzato come merita. Gruppo inglese, pubblicano solo questo album per il fallimento della casa discografica Neon, rimandano a volte ai momenti melodici dei King Crimson e qualcosa alle musiche fantastiche dei Moody Blues. Il 33giri, molto ricercato, ha una quotazione di circa 450€!
E' formato da 8 canzoni, si apre con il tocco medievale di "The Prisoner" passando subito dopo alla dolce "Grail", il momento piu' toccante dell'album.
"Shipwrecked Soldier" mette invece in evidenza le capacità si Pick Withers poi batterista dei ben piu' famosi Dire Straits, "Inside out" ha momenti molto simili ai primi Genesis. In poche parole un cd da conservare ed ascoltare piu' volte possibili. A distanza di piu' di quanranta anni si è conquistato un piccolo posto nell'Olimpo del Rock. Peccato che la casa discografica li ha lasciati a piedi, gli Spring avevano tutte le potenzialità per poter diventare tra i gruppi rock piu' famosi del geoide terrestre. Teniamoci stretto questo Omonimo del 1971 e lasciamo il nostro udito in balia della voce di Pat Moran e della bravura degli altri componenti della Band!

Tracklist

  1. The Prisoner (Eight By Ten)
  2. Grail 
  3. Boats
  4. Shipwrecked Soldier 
  5. Golden Fleece 
  6. Inside Out 
  7. Song To Absent Friends (The Island) 
  8. Gazing 

mercoledì 6 febbraio 2013

Casa del vento - Giorni dell'eden (2012)

Oramai sono una sicurezza del folk italiano. La casa del vento pubblica  il loro nono album di inediti dopo aver collaborato nell'ultima fatica di Patti Smith. Un album atteso dai fans e da tutti gli amanti della musica italiana. Mix di ballads, momenti piu' acustici, danze balcaniche e irish, il cd passa godibile come star sotto una palma su una spiaggia caraibica. 11 tracce, bellissimo il duetto con Violante Placido in "Icarus" e  bella anche "L'acrobata" con il violino di  Andreas Petermann in evidenza. Sono canzoni che non ti aspetti e che a volte stupiscono. Son passati anni dal cd in duo con Cisco,  con gli anni aumenta anche la consapevolezza di poter esser un punto fermo di un genere che sai bene che non passerà molto in radio e che devi lottar con le tue forze per farlo acclamare. Impresa riuscita, i Toscani vincono questa loro personale battaglia, si confermano e rilanciamo urlando al mondo la loro saggezza nella musica. Chissà se ora li attenderà qualche "Chance" a livello internazionale. Avrebbero le capacità per farsi largo e sarebbe davvero un'occasione che si son meritati nel corso degli anni. Davvero un bel disco, vogliamo esser una volta egoisti: Non vediamo l'ora che esca il prossimo disco!!!


Tracklist:
  1. Portato dale nuvole
  2. L’acrobata
  3. Giorni dell’Eden
  4. Hurriya feat. Youss Yakuza
  5. Berlin Serenade
  6. La croce su di te
  7. La parola rende uguali
  8. Icarus feat. Violante Placido aka Viola
  9. Just breathe
  10. Rose di Marzo 
  11. L’inferno e la bellezza 

domenica 3 febbraio 2013

Francesco Baccini - .....Stasera Teatro! (2005)

Piccolo tuffo nel passato recente. Questo disco di Francesco Baccini segna un nuovo corso per il cantautore genovese. "Vittima involontaria" di un reality-show , non sò se l'artista ne ripeterebbe l'esperienza, Baccini pubblica un grande disco prodotto da Angelo Carrara, forse inferiore solo a "Nomi e Cognomi" nella sua discografia. Subito con "Come Costantino" (personaggio fortunatamente ora nel semi-dimenticatoio) c'è una denuncia ad una società senza nulla in testa, senza meritocrazie. Il picco lo raggiunge con la canzone-dedica al Pirata Pantani "In fuga", la mia preferita del suo repertorio.  Ne "L'accalappianani" torna il suo classico umorismo e in "Faccia da Pugni" grida rabbia in ogni strofa mentre "Siamo Zitelli" poteva esser un Hit radiofonico d'estate da ricordar come Tormentone del decennio. Un applauso di cuore va anche al chitarrista Andrea Braido, sempre gran professionista. Un disco ancora attuale, godibilissimo e da cantare in ognuna delle 10 canzoni. Baccini ad oggi è il portavoce della scuola cantautorale genovese, può esser una pesante eredità, un massiccio borsone pieno di attese che potrebbe spaventarlo. Ma noi conosciamo bene il portiere della Nazionale Cantanti e sappiamo quanto ha le spalle forti. Continuerà a meravigliarci come successe nel 2005. E la conferma è una carriera vicina alle nozze d'argento. E anche il tributo a Luigi Tenco è una conferma di eccelsa bravura.

Tracklist:
01)Come Costantino
02)Troppa Libertà
03)Parole non ne ho
04)E una notte di neve
05)Faccia da pugni
06)In fuga
07)Senza gravità
08)Siamo zitelli
09)L'accalappianani
10)La fermata degli amori

sabato 2 febbraio 2013

Ivano Fossati - Decadancing (2011)




Possiamo credere che questo sia l’ultimo cd in studio di Ivano Fossati?  Io voglio credergli, anche se in cuor mio spero di poter esclamar “lo sapevo che il ritiro era momentaneo”. Decandancing,  lavoro che viene annunciato come una dimissione da star, è un disco ben fatto anche se a volte pecca di troppa superbia. Non è il Fossati dei primi tempi ed è giusto così perché ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi de “La canzone Popolare” .  Anche nei suoni e nel mastering  (la mano di Guido Guglielminetti è evidente) si nota troppo una differenza netta, sembra la rinascita incompiuta  di un cantautore sempreverde. Ci sono comunque dei passi avanti dagli ultimi cd “L’arcangelo” e “Musica moderna”.  La canzone che colpisce di piu’ è “Un Natale borghese”,   inedito atto d’accusa ad un amore sofferto mentre “Laura e l’avvenire” ,tra le piu’ belle canzoni scritte da Fossati, denota come il sentimento sia ad oggi elemento essenziale per andare avanti in una società allo sbando.  Nonostante non sia il miglior album di Ivano Fossati è un disco che alla fine è godibile, piace e ha un paio di canzoni davvero belle. Caro Ivano, Mario Monti ha alzato l’età pensionabile a 67 anni, mi spiace per te ma devi continuare a fare nuovi cd, magari ripartendo dalla bella “Laura e l’avvenire”.

TRACKLIST:
“La decadenza”
“Quello che manca al mondo”
“La sconosciuta”
“Settembre”
“La normalità”
“Laura e l’avvenire”
“Un natale borghese”
“Nella terra del vento”
“Se non oggi”
“Tutto questo futuro”

Mimmo Cavallo - Quando saremo fratelli uniti

 Torna al successo Mimmo Cavallo. Galvanizzato anche dalla popolarità che gli ha restituito la canzone "Vedo nero" interpretata da Zucchero il cantautore pugliese esplora il libro best-seller "Terroni" di Pino Aprile musicandolo e mettendoci dei testi azzeccatissimi. Biglietto da visita è "Fora Savoia" che chiaramente da un indirizzo storico-politico al disco. Leo Tenneriello firma con lui la ballata "Siamo Briganti" rendendo giustizia a tanti decenni di falsità storiche, in "Te deum Gaeta" invece viene riportato a galla l'assedio del 1860 . Bello il Libro, bello il CD. E Mimmo Cavallo si conferma un grande cantautore. Sono piu' di trenta anni che ci regala gemme. E le sonorità On The Road con chitarre elettriche fanno spinger il tasto + del volume del telecomando dell'impianto Stereo. Il prezzo popolare di 10€ poi è un abbraccio ad una nazione in crisi come si evince anche dal cd. Ma è un lavoro preziosissimo. La ricchezza di questo album è immensa. Senza Valore. Bravissimo Mimmo, ti siamo grati per quello che ci doni in ogni tua uscita discografica.

Tracklist:
 1 Overture
2 Quando saremo fratelli uniti
3 Fora Savoia!
4 Garibardo
5 Siamo briganti
6 Fiore rubato
7 C'e' un'Italia
8 Mediterranea e'
9 Te deum Gaeta
10 SA-RE la mulopedonale
11 Ezechia da Verona
12 L'albero dei patriarchi
13 Voglio bene all'Italia
14 Le donne del Sud
15 Gloria Gloria 
16 Fin

Massimo Giuntini & Raffaello Simeoni - Terre in vista (2011)

Questo è un cd che assolutamente non deve mancare nella collezione di qualsiasi appassionato di musica italiana. Il cantante e polistrumentista dell'O.P.I. di Ambrogio Sparagna ed ex Novalia Raffaello Simeoni e l'ex MCR Massimo Giuntini sono un binomio perfetto. Sarà anche vero che ad oggi il "Re Mida" Simeoni trasforma in oro qualsiasi progetto che sposa, ma in questo album si supera. Forte del fatto di saper di esser il miglior cantante Italiano, il nostro Raffaello diventa spregiudicato, eccessivo, delicatamente arrogante. Ci mostra, e fa bene, la sua bravura e la sua capacità di emozionare. Non è solamente il suo timbro vocale ma anche il suo originalissimo modo di affascinar l'ascoltatore, a volte ascoltando il cd ti perdi e ti ritrovi in un pascolo irlandese viaggiando con le emozioni. E Giuntini fa il resto, conosce la musica irlandese quasi come uno dei Chieftains. E in tutto questo ci troviamo anche quella melodia del Belpaese riconoscibilissima a mille miglia.  Questa è la musica popolare che amiamo, questo è quello che vogliamo ascoltare. Dieci canzoni superlative, gioielli su cui investire con decisione. "Danzaladanza" "La Tortora" e "Terra in vista" le ascolteresti per ore ed ore, non annoiano mai, ogni volta grazie anche al mix dei vari strumenti ci trovi qualche novità.
Grande CD, Grandissimi Giuntini e Simeoni. Un album  che merita una calorosa "Standing Ovation".

Tracklist:
01) La tortora
02) Noshitza
03) Lu tempu
04) Sopra le emozioni
05) Danzaladanza
06) Serenatina
07) Atlantica
08) Kwazulu Melody
09) Terra in vista
10) Incanto

venerdì 1 febbraio 2013

Andrea Mirò - Elettra e Calliope (2012)

Torna a pubblicare un gran bel disco la cantautrice piemontese Andrea Mirò, ma che sia un gran bel disco non è una sopresa.
 La violinista e vocalist decide di far un disco difficile. Non è radiofonico, non sarà un cd ricordato per i singoli e le canzonette ma, se viene ascoltato con attenzione piu' volte, si capisce che è un lavoro straordinario. Suddiviso in due parti "Elettra" e "Calliope", di chiara origine epica, non è facile nemmeno da recensire per non crear tranelli a possibili compratori.  Gia dall'inizio del cd si nota che stavolta punta moltissimo sulle dote canore, mettendo in risalto la sua bellissima voce. In "Vite Parallele"e in "L'incantatore di serpenti" si rischia di spinger il tasto Repeat dell'impianto Hi-Fi  per quanto è affascinante l'estensione vocale. E' un cd che va ascoltato con calma , magari seduto sul divano con le cuffie o sdraiato spensierato sul letto. E questa è una grandissima vittoria. La musica non sempre deve esser la solita strofa da fischiettar  o la ballata prevedibile. E Andrea Mirò l'ha dimostrato con classe.

 TRACKLIST:
“Il sogno dell'astronauta”
“Database”
“Cattivi maestri”
“Vite parallele”
“Partono i tram”
“Faust”
“Senza che nulla cambi”
“L'incantatore di serpenti”
“Altri giorni, altri occhi”
“Padre, figlio”
“Il mondo dei non vivi”
“L'uomo del faro”
 "Senza che nulla cambi Feat. D'Amico"